I ragazzi, l’energia e la forza di OneLab: l’esperienza di Camilla

In questi 4 mesi mi sono principalmente occupata di curare l’organizzazione, la realizzazione e lo svolgimento dei laboratori digitali, in particolare di quello dedicato alle terze medie riguardante l’olocausto.

Alla conclusione delle lezioni, ho passato, insieme agli altri ragazzi del lab, parecchi giorni a sistemare tutta la produzione digitale degli alunni (dai video alle presentazioni) in modo tale da poterla caricare sul web.

Ho anche preso parte alle ricerche di materiale per i laboratori destinati alle classi elementari (pescatori e castelli) e alla realizzazione di alcune grafiche.

Inoltre, a richiesta, ho aiutato alla realizzazione di materiale digitale per la Sirmione Servizi (es. GIF per la raccolta differenziata o info-grafiche per la Carta dei Servizi).

Ho partecipato a tutte le lezioni serali organizzate da Valentina, anche utilizzando videochiamate quando mi trovavo a Parma per l’università.

L’esperienza del lab in questi quattro mesi è stata fondamentale.

Ho finalmente superato l’imbarazzo provato parlando in pubblico e la paura di fare brutte figure. 

Grazie alle lezioni che ho tenuto, ho consolidato le mie conoscenze in tema di digitale e storia. 

Ho scoperto nuovi programmi di organizzazione del lavoro che ho subito utilizzato anche per l’università. Ho affinato le mie capacità nell’uso dei programmi di grafica, anche grazie alla collaborazione con gli altri ragazzi. 

Ed è proprio questo che amo del lab: l’aiuto costante che offriamo o riceviamo da tutti, come fossimo una famiglia. Non c’è un lavoro che rimanga nascosto, non c’è un progetto che non sia stato discusso almeno una volta con tutti. Viviamo in un clima di common creative, dove è bello sia insegnare sia imparare dagli altri. Non ci si vergogna mai di ammettere le proprie lacune, perché si sa che qualcuno è sempre disponibile a colmarle. Conoscere i propri limiti, inoltre, aiuta a comprendere quali aspetti si possono e si devono migliorare. 

Vivere a contatto con ragazzi che provengono da scuole diverse aiuta alla creazione di un organismo capace di agire in molti settori senza che nessuno abbia una conoscenza totale di ogni aspetto.Probabilmente è proprio questo che chiede il mondo del lavoro adesso.

In una realtà così complessa, nella quale il digitale sta rivoluzionando tutte le dinamiche lavorative, per un’azienda è fondamentale avere un team eterogeneo che sappia giostrarsi in un mondo in continua evoluzione. 

E aver già avuto esperienza in un clima controllato è di certo un grande vantaggio.

Bisogna essere intraprendenti, curiosi, eclettici. Qualità fondamentali per far parte della famiglia Lab.

Per Sirmione è indispensabile avere un incubatore di giovani proiettati al futuro, che vengono a conoscenza di numerose realtà spesso troppo distanti dal mondo scolastico. Il lab è un ponte che aiuta i ragazzi ad entrare nel mondo del lavoro. Un ponte sorretto dagli stessi ragazzi. Il lab non è un luogo nel quale fermarsi. E’ un punto di partenza, è una molla che ti spinge più in alto. 

E per di più, dopo che il ponte è stato costruito, rimarrà per tutte le future generazioni.  

Un comune che si preoccupa dei propri ragazzi, si preoccupa anche del proprio futuro.

Camilla Toffali

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